La birra è una bevanda naturale a bassa gradazione alcolica, a base di ingredienti naturali (acqua, cereali, luppolo e lieviti), il cui consumo è diffuso in tutto il mondo da secoli. Il contenuto di alcol di una birra chiara, la più comune, è circa il 3,4%. Il resto è acqua in cui sono disciolti sali minerali, vitamine e piccole quantità di altri nutrienti utili all'organismo come aminoacidi e sostanze antiossidanti.
A differenza di tutte le altre bevande alcoliche, la birra ha una versione “alcohol-free”, che possiede caratteristiche di aroma e gusto del tutto equiparabili a quelle di una normale Lager, ma con la metà delle calorie. Questo stile è nato per dare, anche a chi non può, o non vuole consumare alcol, l'opportunità di gustare questa bevanda.
La birra analcolica si ottiene con due metodi: il primo prevede di bloccare la fermentazione quando il contenuto alcolico ha raggiunto l'1,2%, limite di legge in Italia per una birra analcolica. Il secondo, oggi comunemente utilizzato, consiste nel rimuovere l'alcol dalla birra dopo che la fermentazione è stata completata.
La birra va spillata rispettando due velocità: prima lentamente, tenendo il bicchiere leggermente inclinato fino a riempirlo per tre quarti; poi, dopo averlo raddrizzato, più velocemente, in modo da far sviluppare la giusta quantità di schiuma. Per una spillatura perfetta, alla fine dell'operazione, l'ideale sarebbe lasciare riposare il bicchiere per uno o due minuti, per poi aggiungere gli ultimi fiotti di birra: la schiuma salirà oltre il bordo del bicchiere, sfidando le leggi della fisica.
La birra risente degli sbalzi di temperatura e degli effetti di luce e ossigeno. L’ideale è conservarla in posizione verticale, per ridurre il rischio di ossidazione, in un luogo fresco e pulito, al riparo dalla luce, evitando l’umidità delle cantine.
In linea di massima, tuttavia la birra va bevuta giovane. Come tutti i prodotti “vivi”, più fresca è, più mantiene integri profumi e gusto.
Per gustare al meglio una birra ci vuole la schiuma, alta due dita e ben compatta. La schiuma è il filtro naturale della birra, attraverso cui vengono dosati, con eleganza e gradualità, gli aromi del luppolo e del malto. Il gusto della schiuma, più amaro di quello della birra stessa, esalta questo caratteristico sapore, amplificandone la piacevolezza. La schiuma infine protegge la birra dall’ossidazione, mantenendone integri aromi e fragranze e rendendola più buona e digeribile.
La birra, consumata in quantità moderata e nell'ambito di uno stile alimentare e di vita corretto, può essere considerata un utile complemento dell’alimentazione quotidiana. Si considera moderato un consumo medio di 2/3 bicchieri (da 250 cc) di birra chiara al giorno. La dose può variare in base a età, sesso, corporatura e stato di salute.
100 cc di birra chiara contengono appena 34 calorie, esattamente come la stessa quantità di succo d'arancia. Un bicchiere di birra (250 cc) arriva quindi a meno di 85 Kcal, una lattina (330cc) a poco più di 100 kcal. Non è dunque la birra di per se a far ingrassare ma l'ingestione complessiva di cibi e bevande in eccesso rispetto alle proprie esigenze energetiche.
Esistono linee guida condivise dalla gran parte della comunità scientifica che indicano i limiti entro i quali il consumo di alcol si può considerare moderato.
È definita moderata una quantità giornaliera di alcol equivalente a non più di 2-3 Unità Alcoliche (36 grammi) per l’uomo, non più di 1-2 Unità Alcoliche (24 grammi) per la donna e non più di 1 Unità Alcolica (12 grammi) per l’anziano.
Una Unità Alcolica (U.A.) corrisponde a circa 12 grammi di etanolo; una tale quantità è contenuta in un bicchiere piccolo (125 ml) di vino di media gradazione, o in una lattina di birra (330 ml) di media gradazione o in una dose da bar (40 ml) di superalcolico.
L'alcol è in grado di attraversare la placenta e di arrivare al feto in una concentrazione di poco inferiore a quella presente nel sangue materno.
Sulle cellule e sui tessuti in crescita del feto l'effetto di quantità anche moderate di alcol è particolarmente negativo e può determinare malformazioni alla nascita, soprattutto cerebrali.
Benchè la scienza non abbia ancora pronunciato una sentenza definitiva su questo tema, dal momento che non è possibile stabilire una dose minima di alcol non pericolosa perché esiste una variabile individuale molto forte, si preferisce in via prudenziale consigliare a tutte le donne che si trovano in gravidanza o la stiano programmando di astenersi completamente dal bere alcol.
La quantità di alcol da non superare per non influenzare minimamente lo stato di vigilanza necessario per guidare in modo sicuro cambia in funzione di fattori soggettivi come il sesso, il peso, l’altezza, l’età, lo stato di salute, le condizioni di fatica e di riposo, l’uso di alcuni tipi di farmaci.
L’alcol presente nel sangue di chi beve allunga i tempi di reazione, riduce l’acutezza visiva e ostacola la coordinazione motoria. Bevendo quantità più elevate di alcol la guida diventa sempre più imprecisa e si è incapaci di fronteggiare gli imprevisti.
Per non correre inutili pericoli e non farli correre agli altri è quindi consigliabile non bere affatto prima di mettersi alla guida di un veicolo.