versare2_300x300Nel post del 17 dicembre abbiamo dato un’occhiata a come si presenta la prima fase della degustazione della birra, ovvero l’esame visivo. Dopo aver quindi imparato a riconoscere a prima vista caratteristiche e qualità della vostra birra, dovrete capire come allenare un altro senso fondamentale a questa pratica: l’olfatto.

“Andare a naso” significa seguire l’istinto, significa smettere di pensare e assecondare un senso; trovate allora l’orientamento della vostra birra assaporando profondamente gli aromi che essa sprigiona e fatelo chiudendo gli occhi. E’ infatti privandoci dell’uso di uno dei nostri sensi che riusciamo a potenziarne un altro.

Esame olfattivo. Ci vuole pratica ed esercizio per allenare il proprio naso a riconoscere le varie sfumature aromatiche delle birre. Ad un primo approccio si avvertono subito gli aromi del malto (dolci e mielati) e del luppolo (secchi e amari), la cui intensità varia in base allo stile della birra in oggetto. Solo dopo si avvertiranno le sfumature più complesse e particolari: le spezie, i fiori, i frutti, le erbe, la sfida è cogliere l’equilibro fra le parti e definire le particolarità di ciascuna birra.

Nella contemplazione dei profumi di una birra svolge un ruolo importante anche il bicchiere in cui è servita. Infatti i calici sono studiati appositamente per esaltare al meglio la struttura e le caratteristiche di ciascuno stile di birra. Quelle più corpose e “da contemplazione” hanno bisogno di spazio per espandersi e lasciar fluire tutte le sfumature, anche forti, che le compongono. Ecco allora i ballon, bicchieri perfetti per l’occasione.

Le birre più secche e frizzantine invece chiedono calici stretti e lunghi, come ad esempio i flute, per conservare fino all’ultimo sorso la leggerezza e le bollicine tipiche delle pils e delle lager. Occhio quindi a dove mettete il naso e ricordate…siete già a buon punto per diventare dei perfetti degustatori di birra!

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