versare300x300Ci vogliono pazienza e maestria, ma soprattutto passione e cura per imparare ad apprezzare davvero una buona birra. Proviamo da oggi a raccontarvi la prima delle tre  fasi essenziali del processo di degustazione, in quali condizioni esaminare una birra, con quali parametri e attraverso quali sensi, perché è attraverso di essi che scopriamo il mondo e, in questo caso, impariamo a riconoscere ed apprezzare la birra.

Prima di tutto conta l’ambiente intorno a voi. Fate attenzione a che sia “puro”, nessuna luce colorata ad alterare i colori della vostra bevanda, niente odori forti (fumo o cucina) che possano confondere il vostro naso ed il servizio deve rispettare le poche, ma essenziali regole, per la riuscita di una buona analisi sensoriale.

Esame visivo. Colore, limpidezza e schiuma, questi tre fattori richiamano l’attenzione dei nostri occhi. Il colore è assolutamente variabile, si va dal giallo paglierino (con sfumature di verde a volte) al nero scuro, passando per varie gradazioni di rosso. Questo in gran parte dipende dal grado di tostatura dei cereali utilizzati. Dovete sapere che le tonalità sono catalogate in base ad una scala di intensità riconosciuta in tutto il mondo: la SRM (Standard Reference Method). In pratica questa tabella traduce i colori in unità numeriche che vanno dai valori più bassi delle Lager chiare a quelli più alti delle Stout e delle Porter. Una volta esaminato il colore si osserva la limpidezza, che può essere trasparente e luminosa, come nel caso di una Pilsner, o torbida e opalescente, come nel caso delle Weizen. Il che dipende dalla presenza dei lieviti in sospensione, è certo però che anche le condizioni di conservazione influiscono sulla limpidezza.

Per quanto concerne la schiuma anch’essa cambia in base allo stile di birra (e al servizio!), può essere più o meno persistente, più o meno densa, bianca e lucente o tendenzialmente ambrata. Va sempre tenuto a mente che la schiuma serve a proteggere la birra e favorire la degustazione, perciò una schiuma densa è indice di qualità. Ma (c’è sempre l’eccezione che conferma la regola) ricordate che ogni stile vuole la sua giusta schiuma, le Ale inglesi infatti non la richiedono quasi per nulla, considerandola perfino un difetto.

Nei prossimi giorni vedremo come usare gli altri sensi per degustare una birra…

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Una Risposta a “Primo: l’occhio vuole la sua parte”
  1. [...] post del 17 dicembre abbiamo dato un’occhiata a come si presenta la prima fase della degustazione della birra, ovvero [...]

  2.  
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