Calamari, seppie, gamberetti, cozze e vongole: poco sedano e carota a julienne, un filo d’olio e, se proprio piace, due gocce di limone…Ma non troppo, se la si vuole abbinare a una profumata Blanche.
Alici infarinate e fritte, lasciate a marinare con l’aceto e, se si vuole un più ricco “saor”, con cipolle chiare appassite nell’olio, uvetta e pinoli. Questo gusto piacevolmente acido si sposerà perfettamente con una Weizenbock.
Un coccio, un sarago o una carnosa pezzogna cotti semplicemente in acqua (che, per tradizione, era di mare), un poco di pomodoro fresco e del prezzemolo oltre, ovviamente, a un poco d’olio. La semplicità di questo piatto verrà senz’altro rispettata da una Lager.
Un’orata selvaggia, non squamata, avvolta in un ricco strato di sale, si cuoce in forno mantenendo intatti tutti i suoi succhi. Solo un filo d’olio per condire questo piatto apparentemente facile, dall’esemplare leggerezza di cui una Lager non rovinerà i profumi.
Sarde aperte a libro e farcite con mollica, uvetta, pinoli e acciughe a pezzetti, arrotolate a involtino e cotte in forno con una spennellata di limone poco zuccherato. Una foglia d’alloro tra una sarda e l’altra, per un gusto leggermente agrodolce che ben si sposa con quello “amarognolo” di una Pils.
Un bel polpo verace, cotto in casseruola col coperchio con peperoncino, aglio, olio e poco pomodoro. L’acqua del polpo, se lo si cuoce a fuoco lento, formerà un ricco guazzetto. Un piatto ricco e profumato, degno del carattere di una Pale Ale.
Baccalà ammollato, tagliato a strisce grosse, rivestito con uno spesso strato di pastella lievitata, fritto in abbondante olio finché non è dorato. Un piatto sapido e grasso che una Bock ambrata saprà fronteggiare bene.
Figlio d’arte, Ernesto ha raccolto da alcuni anni il testimone dal padre Alfonso ed ora, insieme a lui, è alla guida di un'affiatata e giovane brigata di cucina nel ristorante di famiglia in provincia di Napoli. Cresciuto tra i profumi e i sapori di una terra baciata dal sole, Ernesto ha fatto propria la lezione paterna e la grande tradizione culinaria partenopea, in cui vanno di pari passo l’impiego delle più moderne tecnologie di cucina e un’attenta ricerca di materie prime.
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